L’acqua: una risorsa indispensabileDa dove viene?La risorsa acqua costituisce uno dei beni più importanti della terra. La sua purezza, la sua salvaguardia, la sua qualità e la sua gestione sono obiettivi primari di una comunità. L’acqua oltre ad essere il composto quantitativamente più abbondante nella materia vivente è anche la risorsa più importante. Circa il 97% del suo volume si trova negli oceani, ma è troppo salata per essere bevuta. Il rimanente 3% è acqua dolce, ma tutta, tranne lo 0,003% di questa riserva, è inquinata o situata troppo lontana, sotto la superficie terrestre, o racchiusa in ghiacciai, calotte polari, atmosfera e suolo (Miller, 1997).Per l’uomo l’acqua è una necessità primaria. Le fonti delle acque destinate al consumo umano sono le acque superficiali e le acque sotterranee. Queste riserve di acqua sono continuamente raccolte, purificate e distribuite attraverso il ciclo dell’acqua. La qualità delle acque superficiali è andata negli ultimi anni progressivamente deteriorandosi, per questo si è fatto un maggiore uso di acqua sotterranea. Le riserve di acque profonde sono le falde acquifere, strati sotterranei porosi, spesso calcarei, sabbiosi o ghiaiosi, delimitati da rocce impervie o da argilla che trattiene l’acqua come in un lungo serbatoio. Molti acquiferi sono riempiti naturalmente dalle precipitazioni che percolano attraverso il suolo e le rocce in quello che è chiamato ricarico naturale. Le acque profonde vengono schematicamente suddivise secondo la costituzione geologica dei terreni rocciosi o sedimentari che attraversano prima di essere captate. I terreni sedimentari sono quelli tipicamente della Pianura Padana e sono caratterizzati da una alternanza di strati permeabili (humus in superficie, ghiaie e sabbie), ed impermeabili (argille, costituite da fini particelle di silicati di alluminio e potassio idrati). L’acqua percolando attraverso i terreni porosi forma delle ‘falde’ sugli strati impermeabili. Le falde, purché abbiano un minimo di altezza piezometrica e di inclinazione, sono dinamiche. Per questo le acque sotterranee si spostano dall’area di ricarico verso l’acquifero o fuori da essa verso un’area di scarico come parte del ciclo dell’acqua. Le aree di scarico possono essere pozzi, sorgenti, laghi, fiumi e oceani. Questo movimento è molto lento, tipicamente solo un metro o poco più all’anno; pertanto se il tasso di prelievo di un acquifero supera il suo tasso naturale di ricarico, la tavola d’acqua intorno al pozzo di prelievo si abbassa, creando un volume vuoto chiamato cono di depressione. Ogni inquinante rilasciato all’interno dell’area di suolo sopra il cono di depressione sarà spinto direttamente nel pozzo e potrà avere un effetto devastante sull’acqua da esso prelevata. Alcuni vecchi acquiferi, detti ‘fossili’, che si trovano spesso nel sottosuolo profondo, hanno un ricambio molto lento e sono risorse non rinnovabili se comparati ad una scala di tempo umana. La tutela normativaIn Europa, nell’ambito dei programmi di protezione dell’ambiente il legislatore ha sottolineato che, per migliorare la qualità della vita e raggiungere uno sviluppo sostenibile, è fondamentale garantire una fornitura sufficiente di acqua di qualità adeguata e destinata a qualsiasi uso. Per l’evidente rapporto tra salute umana e uso dell’acqua è indispensabile, non solo in ogni singolo Stato ma in tutta la Comunità europea, garantire una elevata qualità dell’acqua destinata al consumo umano con l’obiettivo prioritario di protezione della salute e per il benessere dei cittadini.Questo è stato realizzato con una serie di direttive, tra le quali la Direttiva del Consiglio n. 75/440/CEE del 16 giugno 1075, la Direttiva n. 79/869/CEE del 9 ottobre 1079, riguardanti la tutela delle acque superficiali destinate a scopo potabile ed, infine, la Direttiva del consiglio 80/778/CEE del 15 luglio 1980 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, la cosiddetta ‘direttiva sull’acqua potabile’ con la quale per la prima volta sono stati fissati una serie di requisiti obbligatori per la qualità dell’acqua potabile validi per tutta la Comunità Europea che tutti gli Stati devono rispettare per ribadire le raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) circa il rapporto fra salute umana e uso dell’acqua.L’Italia ha recepito tali direttive con il D.P.R. del 3 luglio 1982 n. 515, con il Decreto ministeriale del 15 febbraio 1983, con il D.P.R. del 24 maggio 1988 n. 236 e con il Decreto Legislativo n. 31 del 2001.Nei tre allegati di quest’ultimo decreto sono indicati i requisiti di qualità delle acque destinate al consumo umano secondo 62 parametri fisici, chimico-fisici, chimici e microbiologici stabilendo frequenze minime di controllo e metodi analitici di riferimento. Per la maggior parte dei parametri sono inoltre indicati due livelli di concentrazione, il “Valore Guida” (VG), cioè valore di riferimento per una migliore qualità dell’acqua e la “Concentrazione massima ammissibile” (CMA), il valore di soglia massima che non si deve superare. Come arriva al rubinetto?Diversi e complessi sono i passaggi che consentono di portare l’acqua nelle nostre case, ma, volendo riassumere, si possono sintetizzare in
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